.
Annunci online

Pensieri e parole in ordine rigorosamente sparso
1 gennaio 2010
Buon anno

1 gennaio.

Di solito tempo di bilanci e di buoni propositi. Per me oggi solo grande tristezza e paure. Oil cielo grigio, questo freddo umido che entra nelle ossa e non mi abbandona non aiutano. Ma il vero problema è fuori e dentro me.

Paura che mi attanaglia. Paura del dolore. Quello fisico e quello più sottile, che entra dentro e che non ti abbandona mai. Paura delle brutte notizie, che sembrano palle di neve che crescono ad ogni giro. Paura di non essere all'altezza. Di non saper gestire la situazione, di non riuscire a cavarmela nella quotidiana organizzazione al centesimo di secondo della mia vita e di quelle degli altri. Paura di deludere, di dover fare scelte difficili, che posson fare soffrire. Paura di non saper dare il conforto giusto, di non avere le spalle abbastanza forti. Paura  che questo fragile equilibrio si rompa e che tutto ritorni ad essere così nero e profondo. Paura di ricascare nel pozzo, senza neanche la voglia di trovare degli appigli. Paura  di sentirmi ancora troppo sola, di dover scegliere situazioni che so di non volere, che so che non fanno per me. Paura di trovare giustificazioni sbagliate, di non essere giusta.

E naturalmente un senso di colpa perenne, nei confronti di tutto ciò che mi circonda: persone, animali, cose. Per il non essere all'altezza, per il non essere una brava mamma, una compagna vicina, una figlia autonoma, una lavoratrice efficiente. Continuo a dire che dovrei fare di più, di meglio, che tengo la casa uno schifo, che alzo troppo spesso la  voce con le pupe, che non sono abbastanza amorevole e attenta con lui. Che se non ho amici è solo perché non so dar nulla, che son troppo pessimista, che mi perdo in una goccia d'acqua. Che sono sempre melodrammatica. Che sul lavoro non so pormi nel modo giusto, che non ho mai un guizzo creativo, che sono mediocre e resterò altri 5 anni collo stesso incarico e lo stesso stipendo, perché non mi merito niente di più. Che a 35 anni non ho rwalizzato niente, che non crescerò mai professioanlmente. e via così. In un avvilupparsi di negatività di cui non riesco a liberarmi.

Caro anno nuovo, facciamo che oggi ho esuarito tutte le cose brutte e che per i prossimi 12 mesi Trentanni riuscirà ad essere felice. Tanto e per davvero. Eh? Ci stai?




permalink | inviato da trentanni il 1/1/2010 alle 15:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
4 luglio 2009
Pensieri notturni
  • Guidare di notte, d'estate, praticamente sola,  mi piace e mi stimola mille pensieri. La musica, cantare a squarciagola, osservare le luci,  mi dà la sensazione di riappropriarmi di qualcosa di mio, di rincontrare una parte di me che spesso si nasconde chissà dove. Stasera avrei quasi fatto una devizione per campagne e tangenziali, per prolungare la sensazione.
  • Ho passato un anno difficile, impegnativo, denso e lungo. A tratti ho pensato di non farcela. Ho provato tristezza e sconforto e forse anche infelicità. Mi sono sentita in molti momenti sola, anche se in teoria sola proprio non sono. Ma ho superato tutto. E sono estremamente soddisfatta di me. Di come mi sono comportata, di come ho reagito, di quello che ho fatto e sto facendo. Sono soddisfatta della mia vita, di come sto crescendo le mie pupe, di come mi sono riappropriata del mio lavoro e costruita nuova credibilità. Anche se la perfezione è lontana, lontanissima, e tutto si potrebbe fare mille volte meglio, sono orgogliosa. Sono orgogliosa di me e dei miei equilibrismi quotidiani, di come anche quando mi sembra che tutto mi stia sfuggendo di mano, poi invece riesco a riafferrare e riordinare ogni cosa.  Sto imparando a guardarmi da fuori e la cosa a volte mi emoziona.
  • La prima esperienza di tacco 9 a spillo della mia vita è andata più che bene: 8 ore filate, in ambiente ostile (zanzare selvagge, ghiaietta, caldo asfissiante, etc). E la cosa buffa è che mi sentivo terribilmente a mio agio vestita davvero da femmina, forse per la prima volta ever, (con - oltre al tacco - abitino di seta scollato e con spacco). Forse cè ancora qualche speranza anche per la mia dimensione femminile (e mi sa che la sicurezza in me di cui sopra qualcosina c'entra..)
  • Ultimamente sono un po' combattuta tra  le due identità di amica e compagna di vita. Mi rendo conto che i miei lati dr. Jeckill e Mr. Hyde sono diffiicilmente conciliabili. Non posso da un lato professare supporto e sostegno totali e dall'altra desiderare presenza (forse ancor più mentale che fisica). Toccherà scegliere in via definitiva il ruolo da interpretare. E si sa che io son sempre stata più amica che amante... Col rischio che se  le amicizie non le coltivi bene, poi magari perdono di intensità.
  • Oggi ho visto due persone felici. Gli auguro di essere capaci di far durare questa felicità il più a lungo possibile (al per sempre non ho mai creduto). E questa la vera sfida del matrimonio.
  • Per settembre ho tanti buoni propositi. Che si riassumono in unico grande concetto: voglio pensare più a me, per poter pensare meglio agli altri. Vorrei imparare ad esser più leggera, pur senza snaturare il mio essere. So che ce la posso fare.
  • Stanotte il sonno non vuole arrivare. Il mio corpo - abituato ad un bioritmo mattiniero, che quando son le 11 di sera crolla stecchito - una volta girata la boa dell'una, pensa che ormai il nuovo giorno sia arrivato e non ne vuole più sapere .

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. pensieri vita notte

permalink | inviato da trentanni il 4/7/2009 alle 2:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
DIARI
14 giugno 2009
Incubi di maturità
Checche ne possano pensare i miei colleghi oggi, che mi definiscono simpaticamente secchiona, per quella brutta abitudine che ho a voler fare tutto, subito e meglio possibile, io a scuola ero nella media. Studiavo (più per paura di far brutte figure, che per altro - ma vah?), ma mi divertivo anche, me la vivevo bene, insomma.
La maturità è stata un momento importante, l'ho vissuta in modo serio, ho studiato, ma non ho avuto paure particolari, e nel complesso è andata bene.
E allora perché da 4-5 anni a questa parte periodicamente sogno  di dovermi sottoporre di nuovo alla maturità, completamente impreparata e mi sveglio in preda ad ansie terribili?


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. sogni incubi maturità

permalink | inviato da trentanni il 14/6/2009 alle 21:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
vita familiare
13 giugno 2009
Oggi è bastato poco
...e poi - come spesso accade - le cose sembrano quasi sistemarsi magicamente da sole.
E in un periodo di deliro come questo, succede che un sabato, quando già ti preparavi a fare la spola tra casa, il mercato e i giardinetti, pregando in un sonno anticipato, invece la giornata prenda una piega diversa. Un giro in bicicletta tutti e 4, la pupa piccola che per la prima volta indossa il casco, la grande che può godersi il babbo tutto per se per un'oretta intera, un pranzo in terrazzo, un giro per l'hinterland, gelato, spettacoli di strada, l'aperitivo con gli amici, le chiacchiere in auto sulla via del ritorno, un sushi quasi notturno dopo aver messo a letto le due pupattole.
Non sono mancanti i pianti, i capricci, la stanchezza, la voglia di starmene sola, di un parrucchiere, un hammam, o un o shopping. Non sono mancante le piccole tensioni, il senso di aver sbagliato orari, mete, obiettivi, i dubbi sulle piccole grandi scelte di ogni giorno.
Ma è bastato poco perché tutto scorresse più lieve, pesasse di meno e fosse percepito come normale e sano. E' bastato poco per non sentirmi una solitaria madre disperata, ma per sentirmi parte di una bella famiglia. Proprio come piace a me.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. famiglia sabato

permalink | inviato da trentanni il 13/6/2009 alle 23:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sentimenti
12 giugno 2009
Pesa di più un'assenza o un silenzio?
Pesa di più un'assenza o un silenzio?
Difficile da dire, in questo momento in cui tutto mi sembra pesante e la stanchezza è talmente tanta che a volte fatico a tener dietro anche ai  miei stessi stati d'animo.
Mi ripeto come un mantra che devo continuare a tener duro, che tra poco i diversi piani della mia vita, che tutti insieme si sono inclinati e son diventati ripidissimi da percorrere in questo periodo, torneranno ad essere orizzontali e facili (che io necessito di calma, tranquillità, si sa).
Continuo a ripetermelo. Anche se in fondo, in fondo un po' lo temo che le speranze possano essere deluse dalla realtà prossima ventura e che una grande stanchezza, finisca col lasciare il posto ad una altrettanto grande delusione. 



permalink | inviato da trentanni il 12/6/2009 alle 22:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
DIARI
11 giugno 2009
Di strane alchimie di parole
Ci sono persone che sono lontane, che magari non hai neanche mai incontrato, o che hai appena conosciuto e che invece senti inspiegabilmente vicine vicine. Alle quali ti senti di poter raccontare di te, senza veli, perché te lo senti che ti capiranno, che c'è qualcosa in comune, che nelle vostre vite - mai incrociate prima - ci sono somiglianze incredibili.
E poi succede che ci sono persone che dovrebbero conoscerti come le loro tasche, con cui a volte fai fatica anche a scambiare due semplici battute, con cui finisce che ti trovi a dover dosare le parole, proprio per tutto quel monte di conoscenza che c'è.

Nella mia vita ricordo alcune chiacchierate incredibili e coinvolgenti, spesso nate quasi per caso, con persone che prima di quel momento non conoscevo o non avevo mai considerato. Per una come me, che punta poco sul fisico e molto sulla testa, quelle conversazioni hanno avuto tutte un peso, un ruolo importante. Da quelle lunghe e interminabili chiacchiere magiche sono nate le mie storie d'amore più importanti, le amicizie più belle, le decisioni più delicate di una vita.

E' tanto ormai che non mi capita più di perdermi in uno scambio di parole lungo e profondo, di ritrovare quell'intesa e quella magia che fa perdere il senso del tempo e del luogo, di sentirmi profondamente a mio agio, senza nessun timore di giudizio altrui o di imbarazzi per un silenzio troppo prolungato. Nostalgia...

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. parole magia nostalgia

permalink | inviato da trentanni il 11/6/2009 alle 22:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
vita da impiegato
11 giugno 2009
Dei capi e delle frustrazioni
Credo che tra le conoscenze di un manager che gestisce persone ci dovrebbe essere anche qualche nozione basilare di psicologia. Con alcuni, stakanovisti, amanti del lavoro, insicuri fino al midollo, la durezza dei giudizi, le parole affilate come lame, le critiche dure, le reprimende pubbliche sortiscono effetti deleteri: invece di far lavorare di più e meglio, ammazzano la positività, demoralizzano e confondono.
E una secchiona insicura come Trentanni, quando inizia la giornata con una mail-stroncatura dura ed acidissima e sente giudicare il lavoro su cui si è buttata anima e corpo negli ultimi 4 giorni "ovvio, scolastico, aspecifico, senza ne guizzi ne furbizie... in tutta sostanza completamente da reinventare", poi fa davvero fatica a smettere di lacrimare come la figlia treeenne e a ritrovare la capcità di concentrazione dovuta.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. lavoro insicurezza capi

permalink | inviato da trentanni il 11/6/2009 alle 10:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
DIARI
10 giugno 2009
(Irrilevanti) pensieri sparsi
  • Dopo 1 anno di assessorato e due mesi e mezzo di campagna elettorale, mi son quasi dimenticata che cosa voglia dire avere un marito. Mi manca, ma in fondo alle storie a distanza siamo entrambi abituati. Ma quello che mi è mancato di più è il sentirsi una  famiglia Comunque vadano le cose tra 11 giorni, dopo dovremo ricostruire daccapo un modo di stare e di crescere tutti insieme, giorno dopo giorno. Bello, ma anche faticoso.
  • Essere madre è bello, ma è faticoso. A volte vorrei buttare alle ortiche tutte le regole, gli orari e viziare spudoratamente la mia pupa grande (la piccola ancora non capisce, solo per questo), per sentirmi idolatrare come la nonna. Ma non ne sono capace, è più forte di me. Penso sempre a cosa è bene, a cosa sarà bene e non riesco proprio ad essere egoista. Forse in fondo non sono poi una madre così malaccio.
  • Alla ricerca della next big thing: la tv d'estate è morta, il blog è impegnativo e ci scrivo solo di tanto in tanto, su facebook ormai ricevo solo inviti a inutili test o a eventi di cui non m i importa nulla, non ancora identificata la nuova addicting serie di cui farmi fuori 3 episodi nuovi di seguito. Serve un nuovo modo entusiasmante per passare le serate.
  • Tra 10 giorni si va al ballottaggio per la provincia. Se per l'elezione di di domenica scorsa ero quasi disinteressata e sovrappensiero, ora sono in tensione. Sono pessimista, ma allo stesso tempo ci spero e ho paura di venire delusa da questa città. E di non essere poi capace - nel mio piccolo mondo privato - di sostenere chi ci ha investito la vita su queste elezioni.
  • Sto spendendo molte energie sul lavoro. Perché mi piace e mi dà un senso (molto di pi dello stare a casa con le pupe tutto il giorno, lo ammetto). E perché ancora una volta - anche in questo ambito come in tutti quelli della mia vita - ho bisogno di conferme, di approvazione, di sentirmi dire brava. Nonostante i 35 anni, l'esperienza e la consapevolezza, questo non cambia
  • Non sono mai stata una di quelle persone che hanno paura di crescere, che non vogliono assumersi responsabilità, eterni peter pan, in fuga dal mondo adulto. Eppure chissà perche, adoro guardare e leggere storie di adolescenti. Mi emoziono con i primi amori, le amicizie, i dubbi esitenziali, le piccole e grandi battaglie quotidiane, lo slancio con cui a 15 anni si guarda avanti e il senso di sconforto immenso che a volte ti pervade e non ti fa vedere via d'uscita.

 




permalink | inviato da trentanni il 10/6/2009 alle 22:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
sentimenti
29 maggio 2009
MI PIACE
 Sulla Smemo del liceo ho riempito pagine e pagine di ciò che mi piaceva di più. A distanza di 20 anni (20??? Oh cielo!!!) mi domando quanto son cambiata e se la vita ha trasformato il mio modo di vedere le cose. Per cui rifaccio l'esercizio sul mio diario tecnologico...  Vale una regola base: seguire l'istinto e il flusso dei pensieri, senza bisogno di logica o di motivazioni

la cioccolata bianca - i california rolls - la tv - le serie usa di liceali - la risata di annina - le chiacchiere con Viola - girare x milano in motorino - i pantaloni bianchi - le cene tra amici - avere la casa piena di gente - ricevere lettere, email e messaggini - rileggere i vecchi diari e i vecchi post - la vasca da bagno - vestirmi di nero - i prati verdi - i campi di girasole - comprare i fiori - rientrare in una casa ordinata e pulita (da qualcun altro) - la colazione al bar - il mojito - mangiare all'aperto - le vacanze al mare - il mare fuori stagione - l'hammam - Matteo - le vacanze di movimento con lui - girare in auto per le campagne toscane - vagare senza meta alla scoperta di zone sconosciute della città -  Daniele Silvestri - la sensazione del pancione - i film italiani minimalisti - le storie che mi fanno sognare - avere i piedi per terra - il cielo azzurro - il silenzio che copre la città innevata - i salici piangenti - le cartine - la domenica mattina tutti e 4 nel lettone - studiare le guide prima di un viaggio - le chiacchiere che scorrono veloci anche a distanza di anni - il mio lavoro (nonostante tutto) - l'emozione delle (rare) vittorie politiche (anche ora che non "pratico" più) - sentirmi parte di un progetto, di un a comunità, di un gruppo - l'aperitivo a piedi nudi sulla spiaggia al tramonto - avere qualche sera tutta per me (ma non troppe) - la casetta di Levanto - gli abbracci e i baci delle  mie pupe - comprare vestiti per le bimbe - l'abbraccio sicuro del mio uomo - i preparativi per Natale - le sorprese - trovare l'idea giusta per i regali - le tradizioni - creare nuovi riti - la mia famiglia - Londra - l'impressionismo - sentirmi sicura di quello che faccio - abbandonarmi ai ricordi - .... (to be continued)

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. mi piace minimalismi felicit

permalink | inviato da trentanni il 29/5/2009 alle 22:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
sentimenti
8 aprile 2009
Di incomprensibili tristezze
In questi giorni le cronache ci raccontano un dramma molto più grande, collettivo, che coinvolge migliaia di persone ed emoziona, scuote, angoscia tutti.
Eppure io sono rimasta molto più colpita da un’altra notizia, più piccola, molto personale, ma ugualmente drammatica. Se non di più.
Perché è la storia di una solitudine, di un male sottile, sconosciuto ai più e difficile da capire. Un male che non si vede, che non si spiega, che non si capisce e forse non si vuole neanche capire.
Unamadre ha ucciso il suo bimbo, di un mese, annegandolo nella vasca da bagno. Una donna normale: 37 anni, maestra di asilo, una figlia più grande, un marito, un n uovo bimbo appena arrivato a riempire ed allietare la vita. Una vita felice. E allora perché?
Il perché si chiama depressione post partum e chi non ci è passato, non può capire. Un male sottile, subdolo, un malessere immotivato, una tristezza che ti riempie dentro, ti annienta e a volte ti fa perdere il senso. Un male personale, intimo, assurdo, che non sai comunicare, perché non riesci a spiegarlo neanche a te stessa. Che ti fa sentire sola, sola, sola. E ti senti ancora più stupida, perché dovresti solo essere felice, perché pensi che sei tu che sei sbagliata, perché ti senti crudele, perché non ti riconosci più, non ti piaci più.
Eppure, la mente è strana, apparentemente illogica.
E io, che sto bene, che mi sono ri-immersa nella mia vita piena, che ho riacquistato anche quell’identità che avevo congelato per alcuni mesi, che sorrido felice anche mentre corro. Io, stamattina non riesco a fermare le lacrime.
13 febbraio 2009
Tra poco si ricomincia a correre
Ecco.
Tu stai mesi a lamentarti che non succede niente, che le giornate sono lunghe, noiose, che la vita casalinga non ti si addice proprio.
Poi però realizzi che tra due (2!!!) settimane si torna al lavoro e che ci sono ancoraa milioni di cose da fare. Che nonostante la tua proverbiale capacità organizzativa non hai ancora organizzato un bel niente, che ancora devi trovare una baby sitter, comprare cose, pensare alle vacanze, alla casa, alla vita. Proprio adesso che le giornate si allungano, che il cielo è azzurro, che nonostante il freddo la primavera la senti nell'aria e tutto sembra più piacevole e roseo e bello...
E sai che tra poco, pochissimo ricomincerai a correre, vorticosamente, avanti e indietro, con l'occhio sempre fisso all'orologio, il senso di non farcela  a stare dietro a tutto, il senso di colpa perché sai che potresti fare tutto molto meglio, la stanchezza. Sai che impazzirai per trovare qualche momento tutto per te e che - quando ci riuscirai - non saprai che fartene di quei minuti di silenzio e correrai comunque, perché non sarai più capace di fermarti

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. vita di mamma correre

permalink | inviato da trentanni il 13/2/2009 alle 15:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
DIARI
4 febbraio 2009
Cosa sarebbe stato se...
Periodicamente si riaffacciano alla mente le solite domande.
Mi chiedo cosa altro sarebbe potuta essere la mia vita, quali pieghe avrebbe potuto prendere se avessi fatto scelte diverse.
Eppure penso che non sono molte le cose che sarebbero potute andare diversamente.
Per come sono fatta io, per ciò che mi è capitato, a ripensarci non mi sono mai davvero trovata davanti a dei bivi così netti come quelli dei film.

Avrei potuto scegliere di non avere una seconda figlia: starei lavorando, forse a Natale sarei andata ai Tropici, ma non credo che sarebbe stato così diverso.
Avvrei potuto scegliere di vivere per sempre a Roma: Milano mi sarebbe mancata, nonostante tutte le sue brutture e l'aria ormai invecchiata che vi si respira.
Avrei potuto cercare di diventare un'autrice televisiva, che sotto sotto era quello che penso avrei potuto fare meglio. Ma l'insicurezza e la paura di non essere mai all'altezza delle situazioni è una caratteristica che ormai mi contraddistingue e che penso non riuscirò mai a modificare del tutto.
Avrei potuto continuare a fare politica attiva, provando a mettermi un po' più in gioco e chissà - come giovane donna laureata- forse avrei anche potuto raggiungere qualche incarico amministrativo. E a dire la verità penso che anche lì me la sarei cavata egregiamente, dopo una fifa iniziale spaventosa. Ma continuo a credere che in famiglia ne basti uno di politico, che in una coppia è meglio occuparsi di cose diverse, pur condividendo idee e ideali, per avere qualcosa di nuovo da scoprire ogni giorno l'uno dell'altra. Per quanto faticoso talvolta possa essere.
Avrei potuto studiare all'estero. Ma tanto so che sarei tornata a casa base, dopo un po'.
Avrei potuto continuare a studiare, fare un dottorato, magari affrontare la carriera universitaria. Ma la mia necessità di essere indipendente, di fare in fretta, di non deludere (gente che peraltro non mi ha mai neanche vagamente fatto intendere di poter essere delusa da me) non mi avrebbero mai permesso di essere così "egoista" ed arrivare a 30 anni ancora in una situazione precaria.

Le scelte che ho fatto sono spesso state dettate o guidate da parti essenziali del mio carattere e della mia psicologia. Dalla paura di non essere subito abbastanza efficiente, brava, capace. Dall'immagine di me che mi sono costruita negli anni. Dalla mia mancanza di coraggio, mista ad una serietà/testa-sulle-spalle che mi con traddistingue da quando sono nata.
Eppure delle scelte che ho fatto sono contenta, Sono contenta di cosa sono e di dove sono adesso, a quasi 35 anni. Nonostante i lamenti, nonostante i momenti bui e le tristezze. Nonostante la fatica di certi giorni, il senso di non farcela e quel vago senso di insoddisfazione, legato ancora una volta all'immagine perfettina che mi sono costruita nella testa e a cui mi sembra di non riuscire sempre a tener dietro.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. scelte di vita pensieri

permalink | inviato da trentanni il 4/2/2009 alle 11:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
23 ottobre 2008
Oggi sorrido
Oggi Milano dà il peggio ( o quasi) di sè: cielo (si fa per dire) grigio, umidità alle stelle, smog, inquinamento e tanta polvere.
Eppure la vita mi sorride e io ho deciso che voglio cominciare a sorridere a lei.
Ho deciso di ricominciare a gustarmi la vita e a coccolare un po' anche me stessa. Che ad esere sempre tropo severi con se stessi non ci si guadagna poi granché...
Non so quanto durerà, ma per ora me la godo così, sorseggiando un bicchiere di vino rosso, dvanti ad un tagliere di formaggi e salumi, dopo aver fatto shopping... Con accanto la pupa picocla che dorme beatamente...



permalink | inviato da trentanni il 23/10/2008 alle 15:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
21 ottobre 2008
Gli uomini e le donne (non) sono uguali
Ci risiamo!
A distanza di un paio d'anni si ripropone puntuale quel senso di sconforto misto a incazzatura per le disuguaglianze che ancora ci sono, nel microcosmo familiare, tra uomini e donne.
Senza andare a scomodare antiche rivendicazioni femministe  (cosa che non mi si addice granché). Senza andare ad occuparsi di massimi sistemi. Mi limito a constatare quanto anche l'uomo (il mio) più democratico-progressista-di sinistra-aperto-sostenitore dell'ugugalianza- echipiùnehapiùnemetta che una donna potrebbe auspicarsi di trovare, alla prova dei fatti...

Da due mesi e mezzo a questa parte mi sono presa in totale 7 ore di "libertà" dalle pupe: 2 ore per uno pseudo colloquio di lavoro, 2 ore per il taglio a carciofo (coperte dai nonni, of course) e 3 ore per una festa aziendale.
Lui, oltre al fatto di lavorare (e di fare un lavoro faticoso finché vuoi, ma anche fonte di tante belle gratificazioni - mentre la mia carriera si è fermata ancor prima di iniziare, già un paio di vite fa), che secondo me sarebbe già da considerarsi un bel premio, appena ha un paio d'ore libere va in palestra ("che poi se no questa settimana non ci posso andare più e il mio fisico ne risente"); se gli arrivano i biglietti per la Scala "cosa devo fare, non ci vado? Già l'altra volta..", quando c'è il Gran Premio a Monza "beh, ma è Monza, ti rendi conto? Ci metterò solo 5-6 ore" se un appuntamento di lavoro è di sabato..."che palle, anche il sabato, però il lavoro è il lavoro...". E così via...
E di per sè non ci sarebbe neanche niente di male.  Peccato però che il problema di chi o come organizzarsi per la gestione delle pupe lui non se lo ponga proprio mai, perché tanto quello è di mia pertinenza...
La prossima volta voglio nascere maschio!


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. uomini vita di mamma

permalink | inviato da trentanni il 21/10/2008 alle 10:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
13 ottobre 2008
Auguri
Oggi la pupa piccola compie due mesi.



permalink | inviato da trentanni il 13/10/2008 alle 17:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
sfoglia
  

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 120470 volte




IL CANNOCCHIALE