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Pensieri e parole in ordine rigorosamente sparso
DIARI
10 giugno 2009
(Irrilevanti) pensieri sparsi
  • Dopo 1 anno di assessorato e due mesi e mezzo di campagna elettorale, mi son quasi dimenticata che cosa voglia dire avere un marito. Mi manca, ma in fondo alle storie a distanza siamo entrambi abituati. Ma quello che mi è mancato di più è il sentirsi una  famiglia Comunque vadano le cose tra 11 giorni, dopo dovremo ricostruire daccapo un modo di stare e di crescere tutti insieme, giorno dopo giorno. Bello, ma anche faticoso.
  • Essere madre è bello, ma è faticoso. A volte vorrei buttare alle ortiche tutte le regole, gli orari e viziare spudoratamente la mia pupa grande (la piccola ancora non capisce, solo per questo), per sentirmi idolatrare come la nonna. Ma non ne sono capace, è più forte di me. Penso sempre a cosa è bene, a cosa sarà bene e non riesco proprio ad essere egoista. Forse in fondo non sono poi una madre così malaccio.
  • Alla ricerca della next big thing: la tv d'estate è morta, il blog è impegnativo e ci scrivo solo di tanto in tanto, su facebook ormai ricevo solo inviti a inutili test o a eventi di cui non m i importa nulla, non ancora identificata la nuova addicting serie di cui farmi fuori 3 episodi nuovi di seguito. Serve un nuovo modo entusiasmante per passare le serate.
  • Tra 10 giorni si va al ballottaggio per la provincia. Se per l'elezione di di domenica scorsa ero quasi disinteressata e sovrappensiero, ora sono in tensione. Sono pessimista, ma allo stesso tempo ci spero e ho paura di venire delusa da questa città. E di non essere poi capace - nel mio piccolo mondo privato - di sostenere chi ci ha investito la vita su queste elezioni.
  • Sto spendendo molte energie sul lavoro. Perché mi piace e mi dà un senso (molto di pi dello stare a casa con le pupe tutto il giorno, lo ammetto). E perché ancora una volta - anche in questo ambito come in tutti quelli della mia vita - ho bisogno di conferme, di approvazione, di sentirmi dire brava. Nonostante i 35 anni, l'esperienza e la consapevolezza, questo non cambia
  • Non sono mai stata una di quelle persone che hanno paura di crescere, che non vogliono assumersi responsabilità, eterni peter pan, in fuga dal mondo adulto. Eppure chissà perche, adoro guardare e leggere storie di adolescenti. Mi emoziono con i primi amori, le amicizie, i dubbi esitenziali, le piccole e grandi battaglie quotidiane, lo slancio con cui a 15 anni si guarda avanti e il senso di sconforto immenso che a volte ti pervade e non ti fa vedere via d'uscita.

 




permalink | inviato da trentanni il 10/6/2009 alle 22:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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