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Pensieri e parole in ordine rigorosamente sparso
1 gennaio 2010
Buon anno

1 gennaio.

Di solito tempo di bilanci e di buoni propositi. Per me oggi solo grande tristezza e paure. Oil cielo grigio, questo freddo umido che entra nelle ossa e non mi abbandona non aiutano. Ma il vero problema è fuori e dentro me.

Paura che mi attanaglia. Paura del dolore. Quello fisico e quello più sottile, che entra dentro e che non ti abbandona mai. Paura delle brutte notizie, che sembrano palle di neve che crescono ad ogni giro. Paura di non essere all'altezza. Di non saper gestire la situazione, di non riuscire a cavarmela nella quotidiana organizzazione al centesimo di secondo della mia vita e di quelle degli altri. Paura di deludere, di dover fare scelte difficili, che posson fare soffrire. Paura di non saper dare il conforto giusto, di non avere le spalle abbastanza forti. Paura  che questo fragile equilibrio si rompa e che tutto ritorni ad essere così nero e profondo. Paura di ricascare nel pozzo, senza neanche la voglia di trovare degli appigli. Paura  di sentirmi ancora troppo sola, di dover scegliere situazioni che so di non volere, che so che non fanno per me. Paura di trovare giustificazioni sbagliate, di non essere giusta.

E naturalmente un senso di colpa perenne, nei confronti di tutto ciò che mi circonda: persone, animali, cose. Per il non essere all'altezza, per il non essere una brava mamma, una compagna vicina, una figlia autonoma, una lavoratrice efficiente. Continuo a dire che dovrei fare di più, di meglio, che tengo la casa uno schifo, che alzo troppo spesso la  voce con le pupe, che non sono abbastanza amorevole e attenta con lui. Che se non ho amici è solo perché non so dar nulla, che son troppo pessimista, che mi perdo in una goccia d'acqua. Che sono sempre melodrammatica. Che sul lavoro non so pormi nel modo giusto, che non ho mai un guizzo creativo, che sono mediocre e resterò altri 5 anni collo stesso incarico e lo stesso stipendo, perché non mi merito niente di più. Che a 35 anni non ho rwalizzato niente, che non crescerò mai professioanlmente. e via così. In un avvilupparsi di negatività di cui non riesco a liberarmi.

Caro anno nuovo, facciamo che oggi ho esuarito tutte le cose brutte e che per i prossimi 12 mesi Trentanni riuscirà ad essere felice. Tanto e per davvero. Eh? Ci stai?




permalink | inviato da trentanni il 1/1/2010 alle 15:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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