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Pensieri e parole in ordine rigorosamente sparso
13 febbraio 2009
Tra poco si ricomincia a correre
Ecco.
Tu stai mesi a lamentarti che non succede niente, che le giornate sono lunghe, noiose, che la vita casalinga non ti si addice proprio.
Poi però realizzi che tra due (2!!!) settimane si torna al lavoro e che ci sono ancoraa milioni di cose da fare. Che nonostante la tua proverbiale capacità organizzativa non hai ancora organizzato un bel niente, che ancora devi trovare una baby sitter, comprare cose, pensare alle vacanze, alla casa, alla vita. Proprio adesso che le giornate si allungano, che il cielo è azzurro, che nonostante il freddo la primavera la senti nell'aria e tutto sembra più piacevole e roseo e bello...
E sai che tra poco, pochissimo ricomincerai a correre, vorticosamente, avanti e indietro, con l'occhio sempre fisso all'orologio, il senso di non farcela  a stare dietro a tutto, il senso di colpa perché sai che potresti fare tutto molto meglio, la stanchezza. Sai che impazzirai per trovare qualche momento tutto per te e che - quando ci riuscirai - non saprai che fartene di quei minuti di silenzio e correrai comunque, perché non sarai più capace di fermarti

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permalink | inviato da trentanni il 13/2/2009 alle 15:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
21 ottobre 2008
Gli uomini e le donne (non) sono uguali
Ci risiamo!
A distanza di un paio d'anni si ripropone puntuale quel senso di sconforto misto a incazzatura per le disuguaglianze che ancora ci sono, nel microcosmo familiare, tra uomini e donne.
Senza andare a scomodare antiche rivendicazioni femministe  (cosa che non mi si addice granché). Senza andare ad occuparsi di massimi sistemi. Mi limito a constatare quanto anche l'uomo (il mio) più democratico-progressista-di sinistra-aperto-sostenitore dell'ugugalianza- echipiùnehapiùnemetta che una donna potrebbe auspicarsi di trovare, alla prova dei fatti...

Da due mesi e mezzo a questa parte mi sono presa in totale 7 ore di "libertà" dalle pupe: 2 ore per uno pseudo colloquio di lavoro, 2 ore per il taglio a carciofo (coperte dai nonni, of course) e 3 ore per una festa aziendale.
Lui, oltre al fatto di lavorare (e di fare un lavoro faticoso finché vuoi, ma anche fonte di tante belle gratificazioni - mentre la mia carriera si è fermata ancor prima di iniziare, già un paio di vite fa), che secondo me sarebbe già da considerarsi un bel premio, appena ha un paio d'ore libere va in palestra ("che poi se no questa settimana non ci posso andare più e il mio fisico ne risente"); se gli arrivano i biglietti per la Scala "cosa devo fare, non ci vado? Già l'altra volta..", quando c'è il Gran Premio a Monza "beh, ma è Monza, ti rendi conto? Ci metterò solo 5-6 ore" se un appuntamento di lavoro è di sabato..."che palle, anche il sabato, però il lavoro è il lavoro...". E così via...
E di per sè non ci sarebbe neanche niente di male.  Peccato però che il problema di chi o come organizzarsi per la gestione delle pupe lui non se lo ponga proprio mai, perché tanto quello è di mia pertinenza...
La prossima volta voglio nascere maschio!


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permalink | inviato da trentanni il 21/10/2008 alle 10:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
9 ottobre 2008
Di bimbe e di poteri
Ha poco più di due anni e mezzo, lo sguardo vivace, un caschetto biondo e due guanciotte attirabaci. Parla spedita, usa il congiuntivo, ma è pigra e non vuole mai camminare. Da grande dice che sposerà il babbo e diventerà principessa oppure assessore. O forse fatina.
Per ora ha un potere speciale: quello di poter modificare in maniera drastica (in positivo o in negativo) l'umore di Trentanni (che però ormai di anni ne ha 34) nell'arco di un solo secondo.

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permalink | inviato da trentanni il 9/10/2008 alle 17:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
8 ottobre 2008
E poi succede che torna.
E poi succede che torna.
Tu pensavi di averlo sconfitto, sgominato, allontanto da te per sempre. O almeno per un bel po'.
E invece poi torna, si riaffaccia e te lo ritrovi lì, appiccicato addosso, come se non fosse mai andato via neanche per un istante, quel senso assurdo di tristezza infinita. E ti si attorciglia addosso, ti immobilizza quasi e ti fa venire voglia di urlare e ti fa sembrare insormontabile anche un semplice gradino. Ti toglie la forza di aprire una bottiglia d'acqua, di aprire una porta o di rispondere al telefono (che tanto in media non squilla).
I pensieri si affastellano, le insicurezze aumentano fino ad inglobare ogni tuo gesto. E l'unica persona a cui avresti voglia di aggrapparti e di chiedere aiuto non c'è, non ci può essere. E ti senti ancora più stupida e in colpa, perché  ci son cose ben più importanti nella vita e in fondo che motivi hai per star male, tu?

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permalink | inviato da trentanni il 8/10/2008 alle 15:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
2 ottobre 2008
Di desideri e erbavoglio
Ormai è assodato: Trentanni non è fatta per fare la mamma a tempo pieno.
Mi manca il lavoro, il confronto con gli altri, il sentirmi "intelligente" (anche se in tutta onestà l'idea di ricominciare mi terrorizza).
Vorrei ritmi più sani, vorrei più gratificazioni e meno stress.
Alla pupa grande (che a due anni e mezzo sta cominciando ora - suo malgrado - a realizzare che  non tutti i suoi desideri si possono realizzare e che tocca scontrarsi con i tempi e i modi e i desideri altrui) canticchio sempre che "l'erba voglio non cresce neanche nel giardino del re".
Ma io stessa mi ritrovo a volere sempre più spesso cose irrealizzabili e a lottare contro la frustrazione che mi dà il non vedere soddisfatto ogni mio desiderio.

Vorrei che Lui stasera non dovesse stare fuori fino a tardi.
Vorrei che fosse Lui a ideare e organizzare un bel weekend familiare divertente e intenso.
Vorrei che la pupa grande non facesse più capricci e vivesse l'arrivo della nuova sorellina in modo più rilassato.
Vorrei che lo scricciolino sorridesse (mentre mi pare abbia sempre uno sguardo serio ed arrabbiato e già temo il futuro...), imparasse ad addormentarsi lo stesso e non piangesse di continuo.
Vorrei che non piovesse mai (che non riesco a muovermi), che l'inverno non fosse troppo rigido.
Vorrei un lavoro bello, gratificante, creativo, vicino, allegro, ben retribuito, rilassato...
Vorrei trovare la soluzione migliore, più semplice e che accontenti tutti nella gestione delle pupe, della casa, della vita
Vorrei fare yoga, shopping, uscire una sera a cena senza dover pianificare tutto un mese prima (e senza dover fronteggiare sensi di colpa infiniti).
Vorrei, vorrei, vorrei...

Ma l'erba voglio non cresce neanche nel giardino del re!

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permalink | inviato da trentanni il 2/10/2008 alle 16:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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