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Cosa sarebbe stato se...

Periodicamente si riaffacciano alla mente le solite domande.
Mi chiedo cosa altro sarebbe potuta essere la mia vita, quali pieghe avrebbe potuto prendere se avessi fatto scelte diverse.
Eppure penso che non sono molte le cose che sarebbero potute andare diversamente.
Per come sono fatta io, per ciò che mi è capitato, a ripensarci non mi sono mai davvero trovata davanti a dei bivi così netti come quelli dei film.

Avrei potuto scegliere di non avere una seconda figlia: starei lavorando, forse a Natale sarei andata ai Tropici, ma non credo che sarebbe stato così diverso.
Avvrei potuto scegliere di vivere per sempre a Roma: Milano mi sarebbe mancata, nonostante tutte le sue brutture e l'aria ormai invecchiata che vi si respira.
Avrei potuto cercare di diventare un'autrice televisiva, che sotto sotto era quello che penso avrei potuto fare meglio. Ma l'insicurezza e la paura di non essere mai all'altezza delle situazioni è una caratteristica che ormai mi contraddistingue e che penso non riuscirò mai a modificare del tutto.
Avrei potuto continuare a fare politica attiva, provando a mettermi un po' più in gioco e chissà - come giovane donna laureata- forse avrei anche potuto raggiungere qualche incarico amministrativo. E a dire la verità penso che anche lì me la sarei cavata egregiamente, dopo una fifa iniziale spaventosa. Ma continuo a credere che in famiglia ne basti uno di politico, che in una coppia è meglio occuparsi di cose diverse, pur condividendo idee e ideali, per avere qualcosa di nuovo da scoprire ogni giorno l'uno dell'altra. Per quanto faticoso talvolta possa essere.
Avrei potuto studiare all'estero. Ma tanto so che sarei tornata a casa base, dopo un po'.
Avrei potuto continuare a studiare, fare un dottorato, magari affrontare la carriera universitaria. Ma la mia necessità di essere indipendente, di fare in fretta, di non deludere (gente che peraltro non mi ha mai neanche vagamente fatto intendere di poter essere delusa da me) non mi avrebbero mai permesso di essere così "egoista" ed arrivare a 30 anni ancora in una situazione precaria.

Le scelte che ho fatto sono spesso state dettate o guidate da parti essenziali del mio carattere e della mia psicologia. Dalla paura di non essere subito abbastanza efficiente, brava, capace. Dall'immagine di me che mi sono costruita negli anni. Dalla mia mancanza di coraggio, mista ad una serietà/testa-sulle-spalle che mi con traddistingue da quando sono nata.
Eppure delle scelte che ho fatto sono contenta, Sono contenta di cosa sono e di dove sono adesso, a quasi 35 anni. Nonostante i lamenti, nonostante i momenti bui e le tristezze. Nonostante la fatica di certi giorni, il senso di non farcela e quel vago senso di insoddisfazione, legato ancora una volta all'immagine perfettina che mi sono costruita nella testa e a cui mi sembra di non riuscire sempre a tener dietro.

Pubblicato il 4/2/2009 alle 11.19 nella rubrica Diario.

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