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Dei capi e delle frustrazioni

Credo che tra le conoscenze di un manager che gestisce persone ci dovrebbe essere anche qualche nozione basilare di psicologia. Con alcuni, stakanovisti, amanti del lavoro, insicuri fino al midollo, la durezza dei giudizi, le parole affilate come lame, le critiche dure, le reprimende pubbliche sortiscono effetti deleteri: invece di far lavorare di più e meglio, ammazzano la positività, demoralizzano e confondono.
E una secchiona insicura come Trentanni, quando inizia la giornata con una mail-stroncatura dura ed acidissima e sente giudicare il lavoro su cui si è buttata anima e corpo negli ultimi 4 giorni "ovvio, scolastico, aspecifico, senza ne guizzi ne furbizie... in tutta sostanza completamente da reinventare", poi fa davvero fatica a smettere di lacrimare come la figlia treeenne e a ritrovare la capcità di concentrazione dovuta.

Pubblicato il 11/6/2009 alle 10.59 nella rubrica Diario.

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